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Avete scelto... Halloween! |
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Pubblicato da Ed In:
Novità,
16 dicembre 2011 |
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“Non dovete preoccuparvi, l'ho ucciso.”
“Non puoi averlo fatto, nessuno può uccidere l'ombra della strega.”
E si... avete indovinato! Il film che ha ricevuto più voti è stato Halloween - La notte delle streghe di John Carpenter.
Di certo conoscete benissimo il film... ma sapete anche tutte le curiosità che lo riguardano?
Ve ne dice qualcuna il vostro Ed!
L'idea iniziale
Nel 1978, dopo essersi incontrato con Debra Hill, Carpenter inizia a lavorare ad uno slasher, Halloween, la notte delle streghe. L'idea del film viene a Carpenter insieme alla fedele sceneggiatrice e produttrice Hill, in futuro anche sua coniuge. Stuzzicato dall'italiano Dario Argento per quanto riguarda la colonna sonora (il ritmo di 5/4 su pianoforte ricorda molto quello di Profondo rosso) e da Mario Bava per quanto concerne il tema da trattare (lo slasher è il tema di Reazione a catena), il film è il primo successo commerciale del regista e viene consacrato come il "padre" degli slasher (nonostante ultimamente il titolo sia stato attribuito a Reazione a catena di Bava).
La scelta di una diciannovenne Jamie Lee Curtis
Durante un'intervista, Carpenter ammise che "Jamie Lee non era la prima scelta per la parte di Laurie. Non avevo idea di chi fosse. Aveva 19 anni e all'epoca era in uno show televisivo, ma io non guardavo la TV". La sua prima scelta era Anne Lockhart, la figlia di June Lockhart. Lockhart, tuttavia, aveva preso impegni in molti film e progetti televisivi. Dopo aver scoperto che la madre di Jamie, Janet Leigh, aveva recitato in Psyco, Debra Hill disse « Far recitare Jamie Lee sarebbe una grande pubblicità per il film perché sua madre ha recitato in Psyco ». Halloween fu il film del debutto per Jamie Lee Curtis e la formò nella sua carriera come "reginetta dell'urlo", e attrice di successo nel genere horror.
I riconoscimenti
Nel 1979 - Premio Oscar
- Miglior film horror a John Carpenter
- Nomination Migliore attrice protagonista a Jamie Lee Curtis
Tutti i Michael Myers della storia
Halloween - la notte delle streghe
Nick Castle
Tony Moran (senza maschera)
Will Sandin (bambino)
Halloween - il signore della morte
Dick Warlock
Adam Gunn (bambino)
Halloween IV - il ritorno di Michael Myers
George P. Wilbur
Halloween V - la vendetta di Michael Myers
Don Shanks
Halloween 6 - la maledizione di Michael Myers
George P. Wilbur
Halloween - venti anni dopo
Chris Durand
Halloween - Resurrezione
Brad Loree
Halloween - The Beginning
Tyler Mane
Daeg Faerch (bambino)
Halloween II
Tyler Mane
Chase Wright Vanek (bambino)
Siete soddisfatti?
Un'ottima recensione di tutta la saga inoltre la potete trovare qui.
Allora preparatevi per domani sera, 17 dicembre, perchè alle 22.00 vi aspetta Michael!
Buona visione a tutti!
--Ed |
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Da Ravenna: Secuestrados (Film vincitore) |
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Pubblicato da Ed In:
Novità,
Speciali,
1 novembre 2011 |
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Un film del genere lascia storditi. E ci si chiede quale sia il confine dell'horror.
Perchè questo è un film perfettamente verosimile, che non tratta di creature immaginarie o fenomeni paranormali.
È un film che inquieta perchè racconta, in modo fastidiosamente lucido, le possibilità della cattiveria umana.
In una storia che è stata realtà, purtroppo, moltissime volte.
Una famiglia trascorre la prima sera nella propria nuova casa. Riceve una visita inaspettata.
La spietatezza dei sequestratori tocca ogni angolo remoto della malvagità, senza mai valicare il territorio del reale.
Una pellicola scritta e diretta con sapienza, che lascia il segno. Non un horror per una spaventosa risata, ma una dura riflessione sulla violenza umana.
Da Ravenna è tutto, il vostro Ed torna nella sua tana segreta! |
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Da Ravenna: L'Australiano - Deliri d'autore |
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Pubblicato da Ed In:
Novità,
Speciali,
1 novembre 2011 |
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Bello. Composto, esticamente coerente.
Tensione latente, che intriga, e un gusto inglese che personalmente mi appaga moltissimo.
La campagna britannica, sulla costa. Una coppia normale, una casa normale, lui ha una simpatia per una ragazza che vede in chiesa, quando suona l'organo durante la funzione.
Fa il musicista elettronico, ma non sembra appagato dai risultati della sua arte.
Un giorno, all'uscita dalla chiesa, incontra uno strano uomo che dice di custodire segreti magici appresi dagli aborigeni australiani.
Nasce e si sviluppa una storia in bilico tra il paranormale e il surreale, diretta e interpretata con arte. L'artificio narrativo, che non vi svelo, è perfettamente congeniale alla storia.
Un film, letteralmente, da urlo.
Cercatelo e guardatelo, fortemente raccomandato. |
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Da Ravenna: Fertile Ground di Adam Gierasch |
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Pubblicato da Ed In:
Novità,
Speciali,
1 novembre 2011 |
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Quando te ne accorgi dai titoli di testa, si mette male. Anche loro svogliati.
E ogni quarto d'ora un inserto bianco su nero, alla film muto, che ti anticipa con un titoletto cosa sta per succedere (se la trama non fosse sufficientemente scontata).
Fertile Ground è un puzzle di stereotipi stravisti, un puzzle di pochi pezzi facile facile.
La casa infestata, lo scantinato, le visioni, il diario con le date che combaciano perfettamente, i fantasmi degli antenati, la coppia che scoppia.
Non parliamo delle musiche, da esercizio di composizione e dei tramonti da cartolina montati con ossessione.
La scena madre: il semaforo che inizia a fare Rosso, Arancione, Verde a velocità sempre maggiore, fino a impazzire.
Da evitare. |
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Da Ravenna: Seconds Apart di Antonio Negret |
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Pubblicato da Ed In:
Novità,
Speciali,
1 novembre 2011 |
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Diciamo la verità, la magia dei gemelli affascina tutti noi che non abbiamo un gemello.
Già Cronenberg ci aveva regalato una perla con il suo Dead Ringers (Inseparabili), a mio parere una delle sue più riuscite esplorazioni nelle profondità della mente umana.
Questo è il terzo prodotto della After Dark che ho occasione di vedere qui a Ravenna e dei tre è certamente il più maturo.
Seth e Jonah, se si tengono la mano, riescono a entrare nella mente delle altre persone, creano suggestioni iper-reali, controllano i loro corpi.
Le immagini funzionano, l'atmosfera blues della cittadina americana ha il suo fulcro iconico nel detective Lampkin (Orlando Jones) che incarna il bene contrapposto alla perversione egoistica dei due fratelli.
I genitori sono maschere di cera cristallizzate dalla consapevolezza di aver dato al mondo due creature pericolose, forzando il corso della natura.
Un film godibile che pur senza avere un carattere unico risulta nel complesso ben architettato, anche nei salti onirici che presentano il rischio maggiore per la credibilità della regia. |
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Da Ravenna: Little Deaths |
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Pubblicato da Ed In:
Novità,
Speciali,
1 novembre 2011 |
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Nota bene: se, come me, avete preso una pizza con olive, pomodorini, tonno e cipolla, vi consiglio di aspettare 3 ore prima di vedere questa pellicola!
Little Deaths è un trittico diretto da Sean Hogan (House & Home), Andrew Parkinson (Mutant Tool) e Simon Rumley (Bitch). I tre amici registi decidono di girare ciascuno un lavoro di mezz'ora, senza una connessione narrativa forte tra i plot, quanto piuttosto la presenza di un fil rouge: la sessualità perversa.
Hogan disegna una parabola vertiginosa che vede protagonisti i derelitti e i benestanti, con un finale che non dubito vi farà fare un disgustato sorriso!
Andrew Parkinson gioca al confine della verosimiglianza, con un medico perverso che ama installare spropositate protesi su alcuni sfortunatissimi prescelti, da cui trae nefande sostanze psicoattive. Si delinea una "catena alimentare" che si rivela essere anche mentale.
Rumley visita invece la casetta di una giovane coppia, decisamente sbilanciata a favore di lei, che non a caso dalle prime scene calza perfettamente nel titolo del cortometraggio. Dei tre è forse quello meno cattivo sul fronte estetico ma più intimamente ossessivo. I cani, umani e reali, fanno da co-protagonisti, con una poderosa rivincita finale.
Tre lavori ben compiuti nel breve arco dei trenta minuti, con la dignità del cinema d'autore.
La potenza espressiva è estrema e la versione che abbiamo visto, tagliata dai produttori esecutivi rispetto ai director's cut, può sconvolgere, sia per i dialoghi che per le immagini.
Insomma, ci vuole uno stomaco forte ma, soprattutto, fegato da vendere. Ripeto, fegato da vendere. (Ora dovete guardarlo per forza!)
Al termine della proiezione non posso fare a meno di togliermi una curiosità, che è cresciuta mentre guardavo il film, ma per fortuna Sean Hogan è in sala!
Ed: Mr. Hogan, una curiosità, dove avete trovato ispirazione per questi tre film?
(Risate del pubblico in sala)
Sean Hogan: (ridendo) Beh, veramente, per me era un periodo difficile, avevo passato un anno lavorando ad un altro film che poi è andato in malora, ero arrabbiato per questo e con la vita in generale e forse per questo ho scritto un film in cui persone senza alcun potere riescono a trovare un riscatto.
Per quanto riguarda Andrew Parkinson può darsi che abbia tratto ispirazione dalle sue dimensioni! (risate generali)
Simon (Rumley) aveva in mente da anni questa storia, si è ispirato credo a una sua fidanzata che una volta si è spaventata tantissimo per un ragno che le è capitato su una spalla (e ride, perchè in effetti la cosa ha veramente poco a che vedere con la trama del film!).
Da Ravenna, il vostro Ed con una camomilla al fianco! |
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Da Ravenna: Masks di Andreas Marschall (Menzione speciale della giuria) |
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Pubblicato da Ed In:
Novità,
Speciali,
1 novembre 2011 |
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Fare l'attore non è un gioco da ragazzi. Anzi può essere un brutto gioco.
Stella vuole recitare, ma viene sempre scartata nei provini. Quando un giorno un insegnante, all'ennesimo fallimento, le consiglia una scuola speciale, per mettere in luce le sue evidenti doti nascoste.
Qui incontra Cecile, il cui turbamento diventa assieme la paura e la tentazione più grande della protagonista.
Un film di scuola tedesca, dai toni caldi e morbidamente ossessivi, che ricorre alle immagini forti con quella cura che le rende tremendamente efficaci. Quella sottile e acuminata spada che cerca perverse geometrie di violenza tra le carni e le ossa delle vittime.
La metafora del film, la riflessione allucinante sulla distanza tra attore e maschera, è ottimamente espressa.
L'omaggio finale nei titoli di coda ad Argento, Bava e Deodato conferma la cultura registica di Marschall che non manca di preziose citazioni di stile nel film. Si riconoscono nei movimenti di camera, nelle luci, nel sangue che scorre con lenta maestria. E la musica, con un ostinata presenza di tempi dispari che saltano su strumenti a corda dal sapore antico.
E con un film che parla del mestiere dell'attore cosa c'è di meglio che fare due chiacchiere con l'affascinante Julita Witt, co-protagonista del film?
Ed: È un film particolarmente inquietante per chi come te fa l'attrice. Com'è stato guardarlo per la prima volta?
Julita: È stato pauroso ma anche molto interessante. È interessante vedere come gli attori riescano a esprimere emozioni cosi estreme. E poi è molto affascinante vedere quanta differenza ci sia tra quello che vedi sul set e il film montato, con gli effetti speciali.
Ed: Ci hai detto di non essere un amante del genere Horror, ma come mai ti sei trovata in questo film?
Julita: Il regista è stato mio insegnante di recitazione per dieci anni e così mi sono fidata ed ho deciso di accettare la parte!
Julita mi ha raccontato che studiare da attrice è realmente faticoso, e che in giro c'è davvero chi rischia di uscire di testa per immedesimarsi con una maschera... Che dire, guardate questo film, ne vale la pena!
Un saluto notturno da Ravenna,
il vostro Ed.
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